Politica e istituzioni danesi

Danimarca e Unione Europea

Danimarca e Unione EuropeaLa Danimarca è un membro della Unione Europea a pieno titolo, anche se nell’ambito del suo territorio non circola l'Euro. La nazione danese entrò a far parte della UE (allora Comunità Economica Europea) nel 1973, ciò nonostante i suoi rapporti con le istituzioni europee non sono mai stati  tanto semplici.

La Danimarca ha rifiutato la sottoscrizione iniziale del Trattato di Maastricht nel 1992, con il quale si sancisce la nascita della Unione Europea, della Cittadinanza Europea e dove si gettano le basi per il Mercato Monetario Comune Europeo. Tale trattato infatti si struttura su tre parti fondamentali (pilastri), quello della Comunità Europea, quella della comune politica estera e di sicurezza, quello della cooperazione nella giustizia e negli affari interni.

I danesi, in particolare, rifiutarono l’iniziale sottoscrizione del Trattato di Maastricht per motivi di carattere economico-finanziario, temendo che la rigorosa osservanza delle procedure finanziarie europee potessero pregiudicare l’elevato standard di welfare tradizionalmente presente in Danimarca. La nazione ratificò secondariamente il Trattato di Maastricht il 18 maggio del 1993 con l’inclusione degli Accordi di Edimburgo. Con essi venivano concesse quattro condizioni d'eccezione: quelle relative alla cittadinanza europea, all’esclusione del terzo grado di integrazione economica e monetaria, alla difesa e sicurezza comune, alla giustizia e affari interni.

Successivamente, i danesi approvarono (sempre con un referendum), il Trattato di Amsterdam nel 1998, mentre rifiutarono la partecipazione all’euro nell’autunno del 2000 con una percentuale del 53,2% (su l’87,6% dei votanti). A distanza di sette anni, il governo centrale si propone di adottare un nuovo referendum circa l’abolizione delle eccezione avutesi negli Accordi di Edimburgo. In particolare, il nuovo referendum dovrebbe proporre ancora una volta  al popolo danese la scelta relativa all’adozione o meno dell’Euro in Danimarca. Tale referendum è in via di pianificazione sin dal 2004, non fosse che le nuove vicende sulla Costituzione Europea ne hanno rimandato l’attuazione.

Oggi, in vista soprattutto delll’attuale Trattato di Lisbona (Trattato di Riforma Europeo)*, il Primo Ministro danese Anders Fogh Rasmussen (recentemente riconfermato come leader della nazione) dichiara che il suo governo è pronto ad un nuovo referendum sull’ingresso dell’Euro. Pare infatti che secondo un sondaggio dello scorso settembre, circa il 52% dei danesi si è dichiarato favorevole all'ingresso nell'euro in Danimarca. Non ci resta che verificare le nuove news sulla sezione ‘Notizie in Danimarca’.

*Trattato di Riforma della UE:
Con il Trattato di Riforma (Trattato di Lisbona) si propone la sostituzione della Costituzione Europea non ratificata per mancanto raggiungimento dell’unanimità (con il no del referendum francese e del referendum olandese del 2005). Esso è stato accordato nell’ottobre del 2007 a Lisbona, preceduto dalla Dichiarazione di Berlino del marzo del 2007 e si propone d'essere firmato dagli Stati membri entro il 13 dicembre del 2007 per poi essere ratificato con l’obiettivo di una sua entrata in vigore entro il 2009.

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